Tanta frutta, tanta verdura e pochi
grassi fanno sempre bene alla salute? Non sempre. Per esempio, non
quando si assumono alcune medicine. L'alimentazione, infatti,
cambia il modo in cui il corpo assimila i farmaci. Il succo di
pompelmo potenzia pericolosamente l'effetto delle statine usate
contro il colesterolo e la combinazione può causare addirittura la
morte. Secondo studi recenti, soprattutto americani, anche le
arance, il melograno, il ribes e persino l'olio d'oliva hanno un
effetto simile, anche se meno grave.
Troppe fragole, ricche di istamina,
vanificano l'assunzione di antistaminici. E le verdure a foglia
verde e larga, come gli spinaci e la lattuga, se associate agli
anticoagulanti, favoriscono le emorragie. Mentre assumere pochi
grassi smorza l'effetto degli antiepilettici.

Gli alimenti interagiscono con le
medicine in due modi diversi. Alcuni possono impedire al
corpo di assorbire determinati farmaci,
altri invece ne facilitano
l'assimilazione, rafforzandone gli effetti positivi e
negativi. Naturalmente, bisogna che i cibi a rischio d'interferenza
siano consumati in dosi abbondanti. Un po' d'olio nell'insalata non
fa alcuna differenza. Ma se si mangia o si beve una grande quantità
di un alimento, magari per le sue proprietà antiossidanti o
depurative, e contemporaneamente si prendono farmaci, bisogna fare
attenzione.